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Chiusa l’indagine diocesana del tropeano don Francesco Mottola

I transunti pronti per essere inviati a Roma

Il video dell’emozionante celebrazione presso la concattedrale di Tropea

TropeFrancescoMottolaVenerabile
Nella serata del 5 Aprile la concattedrale normanna straripava di gente, accorsa a rendere omaggio al “Servo di Dio” Don Francesco Mottola; una celebrazione eucaristica ha anticipato le fasi conclusive della seconda parte di indagine al fine di raccogliere tutti gli atti, testimonianze e documentazioni sanitarie, che potranno presto essere presi in esame dalla Congregazione per la Cause dei Santi.
Solo in sette mesi il grande lavoro condotto dai membri del tribunale diocesano, composto dallo stesso vescovo Luigi Renzo, dal giudice delegato don Francesco Sicari, dal promotore di giustizia don Enzo Varone, dal postulatore don Enzo Gabrieli, dal notaio Francesco Reda, ha permesso di confezionare i carteggi, l’archetipo originale che rimarrà nella sede vescovile e i transunti due copie autenticate che presto saranno inviate a Roma, per essere sottoposti a giudizio. Apposti i sigilli in ceralacca, il processo prende così la strada della Santa Sede confidando, come ha ricordato il Vescovo Renzo, in un altro atto miracoloso che possa presto donare alla sua Tropea, ed a tutta la terra di Calabria, il “Beato” don Mottola.
La cerimonia eucaristica che ha preceduto la sessione del Tribunale, ha avuto una connotazione solenne e molto emozionante, così come richiesto dall’occasione; tanti i sacerdoti, i seminaristi, gli oblati e le persone intervenute. Autorità civili e militari, il Prefetto Michele Di Bari, il Capitano Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il sindaco di Tropea, diversi assessori comunali, tra i fedeli; sull’altare oltre al Vescovo Renzo, le Ecc.ze Rev.me Mons. Vincenzo Rimendio, Vescovo Emerito di Lamezia Terme, Mons. Francesco Milito, Vescovo di Oppido Palmi e Mons. Leonardo Bonanno, Vescovo di San Marco Argentano, l’Eparca di Lungro Donato Oliverio.
Altrettanto emozionante, quanto l’intera celebrazione e le fasi conclusive del processo, l’accompagnamento musicale del coro polifonico Don Giosuè Macrì di Tropea, che ha animato i canti della liturgia, interpretando alcuni pezzi tratti dall’oratorio sacro “Francesco servo di Dio; l’aquila che raggiunse il sole”, di pregiata fattura, composto dal maestro Vincenzo Laganà.
Don Mottola è stato ultimo tra gli ultimi, testimonianza viva di carità e generosità, “favilla” di gioia e speranza, segno tangibile della Misericordia divina. “Eccomi tutto ” scriveva nel suo diario e con lui anche il popolo dei fedeli confida nella Grazia di vederlo presto Beato.

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